Engin Akyürek: «Il silenzio ha potere, ne sono convinto»

 

Ritratto di Engin Akyürek realizzato per Hürriyet Pazar in occasione dell'uscita del libro İsimsiz.

Ci sono interviste che raccontano una carriera e altre che permettono di intravedere la persona dietro il personaggio pubblico. Quella che vi proponiamo oggi appartiene sicuramente alla seconda categoria.
In occasione dell'uscita di İsimsiz, la sua nuova raccolta di racconti, Engin Akyürek si è raccontato a Hakan Gence per Hürriyet Pazar in una conversazione lunga, sincera e ricca di riflessioni. Partendo dalla scrittura e dalle storie che compongono il libro, l'intervista tocca temi molto cari all'autore: il silenzio, l'empatia, la natura, le emozioni, l'amore e il modo in cui la società moderna sta cambiando il nostro rapporto con gli altri e con noi stessi.
Tra ricordi personali, considerazioni sul mestiere dell'attore e confessioni mai del tutto esplicite, emerge ancora una volta quel tratto che noi apprezziamo particolarmente di Engin: la capacità di osservare il mondo con sensibilità, profondità e autenticità.
Vi lasciamo quindi alla lettura di questa bellissima intervista, nella quale potrete scoprire non solo l'attore che il pubblico ama da anni, ma anche lo scrittore e l'uomo che continua a interrogarsi sulla vita, sulle relazioni e sul significato delle storie che scegliamo di raccontare.


Engin Akyürek posa insieme al giornalista Hakan Gence in occasione dell'intervista pubblicata da Hürriyet Pazar nel 2026.


È uno degli attori più popolari della Turchia. Il suo talento lo ha reso famoso ben oltre i confini del paese. Negli ultimi anni, è stato sotto i riflettori non solo per la sua recitazione, ma anche per i libri che ha scritto. Ora ha pubblicato il suo nuovo libro, "İsimsiz", una raccolta di 22 racconti.

Incontriamo Engin Akyürek: parliamo della sua vita, della recitazione, della scrittura, dell’amore e del suo mondo: "Credo di essere entrato in un periodo in cui ho l’energia per agire, per fare ciò che dico, per raccontare di più le mie storie, per produrre. Mi sento bene."

Sono trascorsi quattro anni dalla nostra ultima intervista. Parlare con lui mi emoziona sempre. Nonostante la sua fama, ha un atteggiamento modesto, per nulla egocentrico. È una persona con cui si possono fare conversazioni profonde. Il suo sorriso ti fa sentire bene, irradia energia positiva. Iniziamo la nostra conversazione con Engin Akyürek ...


Copertina del nuovo libro di Engin Akyürek dal titolo  İsimsiz


◊ La presentazione del tuo nuovo libro, ' İsimsiz ', recita: "È la storia di chi cerca il proprio posto in una vita a cui non appartiene, di nomi dimenticati e confessioni inespresse". Cosa vuoi trasmettere con queste storie?

È difficile rispondere. Forse queste storie sono anche le mie confessioni personali, la mia prospettiva sulla vita, cose che mi preoccupano un po’. Certo, non sono reali, sono storie che ho immaginato, forse anche storie che ho vissuto a livello emotivo. Sto cercando di esprimere un po', attraverso questi racconti, ciò che vorrei dire ad alta voce nella vita reale. Queste storie sono state scritte nell'arco di tre anni. Durante quel periodo, mi preoccupavo per queste cose, che erano alcune di quelle che stavano accadendo nella mia vita.


◊ Hai delle confessioni inespresse nella tua vita?

Forse è proprio scrivendo che riesco ad esprimerle. A volte ciò che vorrei dire si insinua nella trama. Scrivendo un po’, raccontando queste storie, forse sto facendo queste confessioni. Quando leggere queste storie, riuscite a cogliere qualcosa di concreto? Non lo so. Ma potete intuire il mio modo di vedere la vita e l'umanità.


◊ Una delle frasi del libro recita: "Ogni persona porta con sé una storia, ma alcune non hanno un nome". Quindi, se la tua storia se avesse un nome, quale sarebbe?

Se dovessi descrivermi con una sola parola, direi «silenzio». Credo di amare il silenzio e la sua metafora.


◊ Cosa intendi?

Il silenzio è una parola potente. Potrebbe non essere possibile stare in un luogo troppo silenzioso anzi, potrebbe persino risultare fastidioso. Il silenzio ha un potere, ne sono convinto.



◊ Nelle storie contenute nel libro compaiono spesso animali e natura. Anche in copertina hai utilizzato la foto di un gatto. Che tipo di legame hai con loro?

Ultimamente mi sto preoccupando un po’ per queste cose. Non solo gatti e cani, ma anche persone, natura, alberi... Viviamo in grandi città, ma quanto siamo in contatto con la natura? Quanto riusciamo a proteggerla? E che tipo di rapporto abbiamo con gli animali? Ho pensato che il gatto riassumesse perfettamente l'identità del libro, in senso metaforico. Secondo me il gatto è un animale davvero speciale. Lo vedo anche osservando il mio gatto.


◊ E che cosa hai osservato?

Se riesci davvero a instaurare un rapporto autentico con loro, quel gatto rimane tale 24 ore su 24. Non smette mai di essere un gatto. Lo stesso vale per il cane. In realtà la loro stessa esistenza ci sta dicendo qualcosa. Noi, ad esempio, riusciamo davvero a essere noi stessi 24 ore su 24? Riusciamo a rimanere fedeli a noi stessi? Quel gatto non smette mai di essere un gatto, non rinuncia mai a essere sé stesso.



◊ Quello che scrivi sembra quasi una sceneggiatura. Ti piacerebbe trarne un film o una serie TV?

Con una storia che ho scritto abbiamo realizzato una serie intitolata "Kaçış". Mi piacerebbe farlo anche in futuro; in realtà, mentre scrivo, penso già un po’ in termini visivi. Alcune di queste storie potrebbero anche diventare cortometraggi.


◊ Lo stile narrativo del libro è fantastico. Come mai il tuo turco è così buono? Leggi molto?

Grazie. Non so se leggo molto, ma sì, mi piace leggere. Soprattutto la mattina, quando mi sveglio, invece di guardare subito il telefono, mi riservo una o due ore per me stesso.


Primo piano di Engin Akyürek realizzato per il servizio fotografico che accompagna l'intervista sul libro İsimsiz.


◊ Di solito si legge prima di andare a dormire, tu sei una persona mattiniera?

Non ho mai letto a letto in vita mia, non mi piace quella sensazione. Leggere a letto mi sembra una mancanza di rispetto. Leggo anche le sceneggiature con grande serietà. Ad esempio, quando devo leggere un autore molto bravo, se ho addosso qualcosa di brutto mi cambio e indosso una camicia o una maglietta più bella. Inoltre, leggere alla luce mi fa bene. Non mi piace nemmeno scrivere al buio. È più deprimente. Quando al mattino ho letto ciò che avevo scritto la sera, non mi è piaciuto molto. Mi è sembrato troppo personale. Ma non sono uno scrittore, quindi non voglio fare grandi discorsi ora. In realtà, mi sto dedicando del tempo così, seguendo il mio ritmo.


◊ Quali scrittori ti piacciono?

Paul Auster. Naturalmente Yaşar Kemal è uno scrittore che amo molto. Adoro Ahmet Hamdi Tanpınar. Mi piace Barış Bıçakçı, con i suoi romanzi e i suoi racconti. Mi sono laureato in storia, quindi leggo anche libri di storia. Cerco di seguire le nuove uscite relative ai miei vari interessi.


Engin Akyürek seduto con lo sguardo rivolto verso il basso durante il servizio fotografico per Hürriyet Pazar.


«La recitazione mi ha portato in un luogo più umano, mi ha aiutato a comprendere tantissime emozioni»


◊ Che significato ha per te la recitazione, visto il punto in cui sei arrivato?

Prima di tutto è il mio mestiere. Finché avrò salute e benessere, è un lavoro che farò fino alla fine dei miei giorni. A un certo punto la recitazione diventa il centro della tua vita e molte cose nella vita iniziano a modellarsi attorno ad essa. In fin dei conti, qualunque cosa accada, la gente ti riconosce per strada come attore. Certo, se non fossi un attore sarei comunque una persona simile, ma la recitazione mi ha portato in un luogo più umano, mi ha reso una persona più empatica. Mi ha permesso di diventare una persona più intellettuale e di comprendere una miriade di emozioni. Insomma, al di là degli aspetti visibili del mestiere, mi ha arricchito molto anche come persona. Mi ha plasmato, mi ha permesso di conoscere me stesso prima del tempo.
In questo senso devo molto alla professione, ho un debito di gratitudine nei suoi confronti e la prendo sul serio, le attribuisco grande valore.


◊ Ci sono molte serie diventate cult. Le serie che avete girato all’inizio degli anni 2000 sono ancora molto seguite sia dal pubblico turco che all’estero. Quale pensi che fosse il loro segreto?

Raccontavamo le storie giuste, erano molto interessanti e descrivevano bene le emozioni. La televisione è anche una questione di emozioni. Questi lavori non sono stati realizzati con l’obiettivo di essere visti all’estero. Si sono sviluppati in modo naturale. Anche al pubblico sono sembrati diversi. Inoltre, la Turchia è un paese molto speciale, ovunque c'è una storia. I personaggi sono molto interessanti. Qui ci sono le emozioni. E poi c'è la storia, e in questo senso ha successo anche all'estero. Riusciamo a raccontare le emozioni di un altro paese in modo molto diverso. Quando le si racconta con un linguaggio universale, queste produzioni vengono seguite anche all'estero.


◊ Ma il segreto stava nella storia...

Sì, nella storia. Bisogna tornare a raccontare storie. Perché lì non c'era una formula, era tutto completamente istintivo. Si facevano anche valere le caratteristiche della nostra narrazione di Yeşilçam (l’epoca d’oro del cinema turco). Abbiamo ancora storie bellissime, dobbiamo trovare il modo di raccontarle nel modo migliore e più corretto.


◊ Hai interpretato tanti personaggi diversi. Se entrassi in una stanza e li trovassi tutti lì, chi abbracceresti per primo?

È una domanda difficile, perché penso che quei personaggi, se non sono morti alla fine della storia, siano ancora vivi. Ad esempio, immagino che Sancar Efe sia a Bodrum e Mustafa Bulut a Mardin. Kerim è felice con Fatmagül o no? Non lo so. Potrebbero anche essersi lasciati, non lo sappiamo, ma me lo immagino nella bottega del fabbro. Credo che tra tutti abbraccerei il personaggio di Kerim. Il suo senso di colpa, la sua coscienza, il suo amore che lo accompagnano per tutta la storia mi colpiscono molto...


Engin Akyürek seduto su una sedia durante il servizio fotografico realizzato per l'intervista a Hürriyet Pazar dedicata al libro İsimsiz.


«O si odia o si ama intensamente, ma esistono anche altri bei sentimenti intermedi.»


◊ Quando hai iniziato a scrivere e a dedicarti alla scrittura?

Ero in quinta elementare e avevamo fatto una gita scolastica. L'insegnante ci aveva chiesto di scrivere delle cose che avevamo visto durante la gita. Sono tornato a casa e ho scritto il mio resoconto della gita, aggiungendo un po' di fantasia su ciò che avevo visto. Quando l'ho letto in classe, i miei compagni hanno riso, ma a me era piaciuto. Quello è stato il momento in cui mi sono sentito bene con la scrittura, in cui ho detto: “Ah, questo mi piace”.


◊ Osservi molto, tanto i personaggi che interpreti quanto le storie che racconti, e le emozioni sono sempre in primo piano. Da persona così concentrata sulle emozioni, secondo te, al giorno d’oggi, le persone quanto hanno perso la capacità di esprimerle?

Le emozioni si sono un po’ allontanate.


◊ In che senso?

Tutto è diventato bianco o nero, eppure tra il bianco e il nero ci sono tantissime sfumature. Credo che le abbiamo perse. Alcune cose sono diventate monotone. O odiamo o amiamo tantissimo, mentre in mezzo ci sono anche altri bei sentimenti.


◊ Come siamo arrivati a questo punto?

La vita, tutto va troppo veloce. I social media, la vita moderna, il fatto che le persone siano costrette a apparire sempre migliori...


◊ Nei tuoi libri parli anche delle relazioni. Secondo te, cosa è cambiato nelle relazioni di oggi?

Sono cambiate tantissime cose. Che cosa meravigliosa era in realtà lo sforzo di conoscere qualcuno. Credo che sia andato perduto. Quando vedi 250 foto di una persona ti sembra di conoscerla, ma in realtà non è così. Una volta, per raggiungere qualcuno, andavi nei posti dove andava lui, passavi per quella strada. C'era uno sforzo, ora non c'è più. Questo non riguarda solo le relazioni tra uomo e donna, ma anche le amicizie e i rapporti familiari. Non bisogna collegare tutto ai social media, ma le nostre abitudini sono cambiate senza che ce ne rendessimo conto.



Dettaglio del volto di Engin Akyürek parzialmente incorniciato dalle mani durante un ritratto in bianco e nero.


«La cosa importante è questa: quando ti guardi allo specchio, sei soddisfatto di te stesso?»


◊ Sei sempre stato bello?

Secondo me no, e non so nemmeno se lo sia adesso. La bellezza è una cosa relativa. Guardandomi allo specchio, non mi sono mai detto in vita mia: «Sono bello». C'è davvero qualcuno che lo dice? Non lo so.


◊ Se fossi al tuo posto, potrei dire...

No, secondo me non lo diresti. Diresti che stai bene, che ti senti bene dal punto di vista delle energie. Ad esempio, ho recitato in un film intitolato “Bir Küçük Eylül Meselesi”. Quel personaggio era stato concepito come brutto. Avrei potuto usare il trucco plastico o deformare ancora di più il personaggio che interpretavo. Le persone intorno a me mi dicevano: “Tu non sei brutto, perché interpreti un personaggio del genere?”. Ho pensato che quando quest'uomo si guardava allo specchio, non si amava. Puoi essere l'uomo più bello o la donna più bella del mondo, ma quando ti guardi allo specchio potresti non amarti. È una questione di autostima. Secondo me, la bellezza è un aggettivo, qualcosa che dicono gli altri. L'importante è questo: quando ti guardi allo specchio, sei soddisfatto di te stesso?


◊ Ti vuoi bene?

Mi voglio bene. A volte mi arrabbio con me stesso, ma mi voglio bene per circa 300 giorni all'anno.


◊ Perché ti arrabbi?

A volte mi capita di litigare con me stesso chiedendomi: “Perché l’ho fatto così?”. Anche dal punto di vista professionale c’è una parte di me che litiga con sé stessa in questo senso. Mentre lavoro mi arrabbio molto con me stesso, mi infurio; posso dire cose del tipo: “Avrebbe potuto andare meglio”, “Perché non l’ho fatto così?”.



Engin Akyürek appoggiato alla parete durante il servizio fotografico pubblicato da Hürriyet Pazar.


«Tutti noi, in un modo o nell’altro, dobbiamo disciplinare il nostro ego»



◊ In che fase della vita ti trovi adesso?

Se me lo avessi chiesto cinque anni fa, avrei detto che era un periodo in cui osservavo, guardavo e osservavo di più. Ora penso di essere entrato in una fase in cui agisco, in cui ho l’energia per mettere in pratica ciò che dico, in cui racconto di più le mie storie e produco. Sto bene.


◊ Hai fatto qualche scoperta interiore su te stesso?

È successo questo: durante la pandemia mi giravano per la testa pensieri del tipo: "Non possiamo andare a bere un caffè, non possiamo uscire di casa. Non riusciamo a fare nemmeno le cose più semplici. Probabilmente, quando la pandemia sarà finita, con la consapevolezza di essere ancora vivi e di poter continuare a vivere, diventeremo più umili e metteremo da parte i nostri ego".


◊ E quindi, com'è andata?

È successo proprio il contrario. Nel periodo successivo, secondo me, la nostra capacità di empatia è un po' diminuita; ho l'impressione che ci siamo concentrati maggiormente su noi stessi.


◊ Come va il rapporto con il tuo ego?

Tutti abbiamo un ego, ma in qualche modo bisogna educarlo. Se lo lasciamo libero, se inizia a gestirci, non saremo più in grado di controllarlo.


Primo piano di Engin Akyürek realizzato per l'intervista a Hürriyet Pazar dedicata alla raccolta di racconti İsimsiz.



«Che ci sia qualcuno nel mio cuore ma ora, giusto?»



◊ Da anni interpreti personaggi innamorati sullo schermo. Hai scritto storie che parlano d'amore. Hai una tua definizione di amore?

Cambia, ma per questo periodo dirò questo: puoi sentire di essere innamorato di qualcuno a livello fisico. È qualcosa che sentono il tuo cuore e le tue emozioni. Ma secondo me, ciò che rende reale questo sentimento è il fatto di poter essere te stesso quando sei con quella persona... Allora significa che sei innamorato di lei.


◊ C'è qualcuno nel tuo cuore?

No... Ma ormai ci dovrebbe essere, no? Secondo me ormai ci dovrebbe essere.


◊ Potrebbe esserci, ma va bene anche se non c'è...

Sto riflettendo un po' su questo: sono figlio di genitori che si amano. Sono cresciuto in una famiglia serena e piena d'amore. Certo, tutti abbiamo bisogno di amare, di essere amati, di essere apprezzati. Ma quando non hai più tanto bisogno di questo sentimento, la cosa prende una piega un po' romantica. Gli incontri, le coincidenze, la continua ricerca di qualcuno... in realtà cerchi qualcosa che assomigli a una scena di un film, e questo ti sembra piacevole.


◊ Come fa una persona a farti innamorare? Ma non parlare solo dell'anima, anche l'aspetto fisico è importante...

L'aspetto fisico è importante, certo. Negarlo sarebbe irrealistico. Ma posso dirti questo: deve avere una storia.


◊ Perché la sua storia è così importante?

Perché se ha una storia, ha un suo mondo, un passato, delle battaglie, qualcosa da raccontare. Dovrebbe avere le sue preferenze. Dovrebbe essere un po' soddisfatta di sé. Faccio fatica a dialogare con una persona che litiga molto e non è soddisfatta di sé.



Engin Akyürek seduto accanto a una sedia durante il servizio fotografico che accompagna l'intervista del maggio 2026.


◊ Hai altri progetti oltre al libro?

Sì, quest'estate gireremo la seconda stagione di "Enfes Bir Akşam" e per me si tratta di un personaggio diverso. Ha avuto successo e lo gireremo con una troupe fantastica.


◊ Come trascorri una giornata in cui non hai alcun impegno? Vai in palestra o fai shopping?

Non mi piace fare shopping. La cosa che mi stanca di più è andare in un negozio e comprare qualcosa. Per questo motivo, compro diverse varianti di colore di ciò che mi serve e chiudo la questione. La mia routine quotidiana cambia un po’. Riesco a trovare molte cose con cui svagarmi. Quando mi sveglio, leggo qualcosa a casa per un paio d’ore con un po’ di musica in sottofondo. Se ho energia vado in palestra, altrimenti vado a bere un caffè e a mangiare qualcosa con i miei amici nei dintorni di Kalamış o in Bağdat Caddesi. Oppure vado dai miei genitori. Leggo sceneggiature, scrivo racconti.



Ritratto in bianco e nero di Engin Akyürek con lo sguardo rivolto verso l'obiettivo durante il servizio fotografico per Hürriyet Pazar. 


Ritratto ravvicinato in bianco e nero di Engin Akyürek con espressione intensa e sguardo diretto.




















Questo spazio nasce per custodire e tradurre in italiano interviste e testi di Engin Akyürek
Non per raccontare tutto, ma per scegliere ciò che merita di essere letto 💟

Commenti